VENERDI 21 ARRIVO A ISTANBUL

Dopo un estenuante viaggio e l'interminabile ripresa delle valigie, finalmente abbiamo trovato l'individuo con il cartello IMIAD, ovvero colui che ci avrebbe condotto all'interno di una città sconosciuta di 12 milioni di abitanti. In attesa nella hall dell'aeroporto, ci guardavamo stupiti come se quel mondo così vicino ma così lontano ci assorbisse piano piano. La frenesia e la caoticità in questo paese è la parola d'ordine ed essere capitati proprio nel periodo del Ramadan non agevola le cose. Tornando alla nostra attesa finalmente, riusciamo a prendere un pulmino che sfrecciando attraverso tutta la città ci porta a destinazione albergo, per il deposito delle valigie. Dopo una rapida spiegazione, capiamo che dobbiamo trovarci in una piazza per poi approdare nella facoltà di architettura di Istanbul. L'ambiente nella via che conduce all'albergo è molto caotica e piena di gente. Al centro vi è il tram storico che attraversa il quartiere. Tutto qua è diverso, la gente è in pieno fermento, urla, battiti di mani e frasi incomprensibili ci invitano a entrare nei loro ristoranti. Giunti all'albergo finalmente la calma, la quiete che sembra fuoriuscire dalla valigia come un canto. Alla sera siamo condotti nella sede di architettura per un caloroso benvenuto e un aperitivo offerto nella hall dell'edificio. Dopo vari discorsi di commiato, veniamo lasciati al nostro destino e per festeggiare al meglio la prima notte, ci fiondiamo in un tipico bar e ci sbattono all'ultimo piano; si perchè qua in questa città ad alta densità l'unico sistema di avere spazio e l'espansione verso l'alto...